Casa funeraria e sale del commiato: non sono la stessa cosa

Casa funeraria e sale del commiato: non sono la stessa cosa

La gran parte delle abitazioni moderne, soprattutto nei grandi contesti urbani, non consentono di dedicare uno spazio adeguato all’allestimento della camera ardente. E’ anche per questo motivo che si sta sempre più diffondendo anche in Italia l’abitudine a ricorrere a delle apposite strutture private.

Dei luoghi fisici dove poter trasferire la salma prima del funerale. In questo modo si potrà esporre il proprio caro in un ambiente più confortevole ed attrezzato rispetto alla propria abitazione o ai luoghi degli ospedali e delle case di riposo adibiti a tale scopo.

Casa funeraria e sala del commiato, due differenti tipologie d’uso

La casa funeraria e la sala del commiato hanno delle caratteristiche simili ma non identiche. La casa funeraria è una struttura privata, gestita da soggetti autorizzati all’attività funebre.

Al suo interno, su richiesta dei famigliari del defunto, possono essere ricevute, custodite ed esposte, le salme di persone decedute nelle abitazioni private o nelle strutture sanitarie ed ospedaliere.

Nella casa funeraria è possibile anche procedere alla composizione ed alla vestizione della salma, all’imbalsamazione e ai trattamenti di tanatoestetica, alla custodia ed all’esposizione del cadavere anche a cassa aperta, alle attività di commemorazione e di commiato del defunto.

La casa del commiato, invece, può essere pubblica o privata. E’ realizzata per ricevere e tenere in custodia il feretro chiuso. Rispetto alla casa funeraria, non deve rispondere a determinati requisiti minimi strutturali ed impiantistici.

Le caratteristiche

La casa funeraria, invece, per poter essere considerata come tale deve rispondere a dei particolari accorgimenti tecnici. Le sale dedicate alla veglia delle salme devono infatti rispondere a degli stringenti criteri igienico sanitari stabiliti dalle norme nazionali e regionali.

Ogni stanza con presenza di salme deve avere una temperatura interna invernale ed estiva non superiore a 18° C. Deve quindi anche avere il 60% di umidità con 15 ricicli d’aria ogni ora. A garantire il rispetto di questi standard è un impianto di climatizzazione altamente tecnologico controllato da remoto.

Dev’essere inoltre munita di telecamere e sensori di movimento, nel pieno rispetto della normativa vigente, e di un impianto di illuminazione di emergenza.

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